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13/11/2014

Considerazioni conclusive sull’annata agraria 2013-2014

dott.agr. Pierluigi Patander

Anche per la campagna agraria 2013 – 2014, come nella campagna precedente, l’andamento climatico, diverso dalla norma,  ha fortemente condizionato le coltivazioni.

In particolare le abbondanti piogge invernali - inizio primaverili e quelle estive di luglio hanno marcatamente influenzato i risultati produttivi.

Anche l’andamento termico è stato particolare, l’inverno mite ha anticipato la raccolta dei cereali a paglia mentre l’estate fresca con temperature medie inferiori alla norma ha portato a ritardi nella fase di maturazione e nelle raccolte del mais e della soia.

Le ultime annate ha riportato di grande attualità un tema agronomico spesso trascurato o peggio ignorato, quello delle sistemazioni idraulico agrarie, chi sapientemente, non ha trascurato lo scolo delle acque in eccesso è stato decisamente meno penalizzato.

Alcune coltivazioni sono state particolarmente favorite dalla stagione come le foraggere da sfalcio, il mais e la soia, mentre sono stati molto penalizzati i pomodori da industria e la barbabietole. Annata nella media per le produzione dei cereali a paglia.

 

GRANI TENERI DURI E ORZI

Le semine sono avvenute regolarmente senza essere state troppo ostacolate dalle piogge, tuttavia molte aziende, memori delle annate precedenti, hanno seminato troppo precocemente a metà di ottobre con temperature alte che hanno fatto emergere in pochi giorni il cereale e spesso con dosaggi eccessivi di seme.

Il periodo invernale, caratterizzato dal ristagno idrico, non ha certo favorito lo sviluppo radicale e l’accestimento.

Il momento di maggior criticità si è verificato a fine febbraio inizio marzo, con lo stadio vegetativo di “spiga ad un centimetro”, stadio che determina le dimensioni finali delle spighe e condiziona la produzione. In quel momento necessitava apporto di azoto a causa del forte dilavamento delle piogge invernali, ma spesso era impossibile entrare in campo con i mezzi meccanici, successivamente quando i terreni consentivano l’accesso si è passati in pochi giorni ad una situazione dei terreni di “crosta superficiale secca” che in molti casi ha ostacolato la solubilizzazione dell’azoto rendendo la concimazione scarsamente efficacie.

Chi è riuscito ad entrare presto con adeguati apporti di azoto ha ottenuto spighe importanti con conseguenti benefici produttivi.

Per tutta la fase vegetativa inizio primaverile si osservavano nelle coltivazioni variegature del verde proprio a confermare la carenza di azoto.

A livello fitosanitario l’elevata umidità invernale ha favorito l’insorgenza di patologie, in particolare si è avuto uno sviluppo molto precoce di Septoria, che sulle varietà sensibili ha provocato danni.

I cereali sono stati comunque difesi bene, come raramente in passato, spesso anche con due interventi.

L’inverno mite, con temperature minime sopra le medie ha portato ad importanti anticipi di maturazione, le raccolte dei cereali a paglia sono avvenute con una settimana ed oltre di anticipo rispetto alle consuetudini locali.

Le piogge di fine giugno hanno ostacolato le raccolte causando in talune situazioni casi di pregerminazione.

Le produzioni sono state in linea con le medie, alcune varietà ben seguite sotto il profilo nutrizionale e fitosanitario hanno dato produzione decisamente buone. Le rese sono state attorno alle 5,5 – 6,0  ton/Ha per gli orzi e 5,5 – 6,5 ton/Ha per i grani teneri e duri, nel caso dei grani si sono riscontrate punte produttive superiori dove si sono toccate le 7 – 7,5 ton/Ha.

 

MAIS

Le abbondanti piogge di fine inverno hanno fortemente compattato i terreni e successivamente, a inizio marzo, si è spesso creata una crosta superficiale secca e compatta al disotto della quale il terreno era inzuppato d’acqua.

Questa situazione ha creato non pochi problemi nella preparazione dei letti di semina, solo chi ha operato in superficie, non scendendo oltre i 10 – 15 cm di profondità, ha minimizzato i danni, al contrario chi ha operato in profondità con estirpatori o peggio ripuntatori, calpestato gli strati sottostanti e portando in superfici grosse zolle fangose che si sono seccate velocemente diventando difficilmente sminuzzabili.

In ogni caso il letti di semina frequentemente erano grossolani e le semine spesso hanno portato a investimenti non ideali e con emergenze scalari.

Le seminatrici a dischi di moderna concezione hanno permesso di ottenere investimenti ed emergenze decisamente migliori rispetto alle tradizionali seminatrici a falcioni. 

Sotto il profilo nutrizionale era importante apportare quantitativi leggermente superiori alla media a causa del forte dilavamento invernale.

A livello sanitario si segnala una bassissima pressione della Piralide, tanto vero che mais non trattati sono stati raccolti perfettamente in “piedi” tanto quanto quelli trattati. Si sono riscontrati numerosi attacchi di Diabrotica ove la monosuccessione di mais è molto frequente.

Nella lotta alla Diabrotica vengono ancora commessi gravi errori sulle epoche di intervento e sul tipo di insetticida utilizzato, dovuti all’emotività causata alla vista degli adulti o dagli allettamenti.

Le produzioni, nonostante lo stato strutturale dei terreni non ottimale e gli investimenti mediocri, sono state buone grazie al clima fresco e alle abbondanti piogge di luglio che non hanno mai fatto andare in stress la coltivazione.

Le raccolte sono avvenute in ritardo rispetto alla media nonostante il mais si sia seminato precocemente, questo a causa delle basse sommatorie termiche dovute alle temperature medie estive inferiori alla norma.

Le rese sono state diffusamente superiori ai 13 ton/ha di granella secca, ma dove l’investimento era buono, lo scolo delle acque in eccesso e/o il drenaggio ottimale e si sono apportate adeguate unità di azoto le rese hanno toccato e spesso superato le 15 ton/ha.

Sotto il profilo sanitario, le granelle raccolte, sono esenti o quasi da Aflatossina B1, si segnalano invece elevati contenuti in DON, che pur essendo entro i limiti di legge creano non pochi problemi all’allevamento del suino.

I valori in Don sono decisamente superiori nei lotti raccolti dopo la fine di Settembre ovvero dopo l’abbondante precipitazione di fine settembre ed in particolare risultano particolarmente carichi di Don i mais Bianchi. Ciò determinerà non piccoli problemi in fase di commercializzazione per i lotti con valori elevati di DON.

 

BARBABIETOLE DA ZUCCHERO

Le semine sono avvenute mediamente con un mese di ritardo e come nel caso del mais in terreni non erano preparati al meglio (vedi motivazioni del mais).

Le emergenze sono state scalari e gli investimenti non sempre ideali.

L’estate fresca e piovosa ha favorito lo sviluppo della coltivazione che sotto l’aspetto produttivo in termini di radici ha portato a produzioni ettariali ottime a volte eccezionali, ad agosto mediamente 75 – 80 ton/Ha, a settembre si sono spesso superate le 90 ton/Ha di radici.

Purtroppo la qualità non è stata ottimale i gradi Brix hanno fatto registrare valori medi intorno ai 13° saccarometrici, raramente si è andati più su con qualche punta di 14°.

 

POMODORO DA INDUSTRIA

E’ la coltivazione che ha subito l’annata climatica più di ogni altra. Difficile ricordare nel recente passato una annata così sfavorevole.

Eppure a metà giugno le coltivazioni di pomodoro da industria si presentavano molto belle.

Con le piogge di fine giugno e le basse temperature sono arrivati i primi problemi con diffusi attacchi di peronospora.

Le piogge insistenti di luglio hanno poi fatto collassare i precoci, bloccando la pianta e facendo maturare le bacche, come pure le piante dei tardivi sono state bloccate.

Molti precoci erano pronti per la raccolta ma spesso non si riusciva a raccogliere.

La quasi totalità del datterino è andata persa in campo senza possibilità di raccolta, come pure alcuni precoci.

Anche dove si è raccolto molte bacche sono andate perse per surmaturazione.

Le produzioni sono state basse o molto basse mediamente non si sono superate le 20 ton/ha.

Anche i brix sono stati decisamente bassi.

Per il pomodoro sicuramente un’annata negativa.

 

SOIA

La soia ha dato buoni risultati produttivi sia per i primi che per i secondi raccolti. Si temeva per l’eccesso di sviluppo nelle semine di primo raccolto in quanto si osservavano internodi con scarsa allegagione, ma alla fine l’elevato numero di internodi ha sopperito a qualche bacello abortito.

Le produzioni sono state molto buone con una media di 4,5 – 5,0 ton/Ha nelle prime semine e di 3,5 – 4,0 ton/Ha nelle semine dopo orzo o grano.